… Dal retro copertina frontale del libro Risonanze …
“Solo un essere spietatamente sincero su se stesso può accedere
a quelle domande interiori che possono mettere in dubbio, una
volta per tutte, l’esattezza degli impulsi che provengono dal
mondo sensoriale, emotivo ed intellettuale, e quindi chiedersi
con una visione separata dal sé, se la propria organizzazione
psichica è davvero normale.”… … …
… Il pensare umano tanto osannato e per il quale gli stessi
esseri si massacrano continuamente è paragonabile ad un
televisore sempre acceso ad alto volume, ossessivo e martellante
che invia senza sosta una quantità assurda di dati inutilizzabili;
“intontendo”, trasporta continuamente l’uomo nei suoi “Film”
irreali e fantastici facendoglieli percepire come veri.
Deve essere molto diffcile per l’uomo mantenere il pensiero
nella stessa direzione fintantoché un compito non sia
completamente assolto. Un solo pensiero per un solo obbiettivo.
Semplice, pulito, cristallino.
L’eterno mutare del suo mondo associativo mentale, il
continuo cambiamento di stato emotivo, senza assoluto
controllo, quasi selvaggio, l’adattamento a condizioni
innaturali di vita, così come egli stesso l’ha organizzata, devono
aver formato una barriera insormontabile, una prigione che
l’umano non vede più. Sarà sempre più diffcile uscirne se, egli
stesso, non fa un piccolo sforzo iniziale controcorrente a ciò che
ha sempre pensato di essere.
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